venerdì 21 marzo 2014

Purificare la cera d'api

Prometto che questo sarà l'ultimo argomento (almeno per un po' di tempo) che non riguarda direttamente i miei lavori di intaglio!
L'argomento che tratterò questa volta è comunque molto interessante anche per chi lavora il legno, perché la finitura a cera si utilizza molto.

Grazie a un amico sono entrato in possesso di una discreta quantità di cera d'api completamente gratis. Se conoscete qualcuno che fa l'apicultore non dovrebbe essere difficile ottenerne anche voi senza spendere nulla o al limite ad un prezzo davvero irrisorio, perché diversi apicultori semplicemente la buttano, dopo avere raccolto il miele.

Il problema è che la cera appena "raccolta" non è utilizzabile, perché piena di residui di ogni genere, da piccole quantità di miele, ai favi e persino a volte qualche larva morta...
In compenso, questa cera ha un profumo incredibile che fa venire quasi voglia di mangiarla!

Ottenere una cera d'api pulita non è difficile e in questo articolo vi mostro in che modo l'ho purificata.

Questo è il secchio di cera d'api che mi è stato regalato:

cera d'api

Il gatto dovrebbe darvi un'idea delle dimensioni del secchio utilizzato. Per la procedura qui descritta ne ho utilizzato circa un terzo.

Come prima cosa bisogna eliminare la maggior parte dei contaminanti. In seguito effettuerò anche un filtraggio della cera per eliminare tutti i residui.

Per eliminare il grosso, sfrutto la separazione in fasi. Vediamo in dettaglio in cosa consiste questa operazione.
In una pentola (da utilizzare l'acciaio e non l'alluminio o peggio il rame, perché rovinano la cera) ho messo la stessa quantità di acqua e di cera grezza e l'ho posizionata sul fornello per fare sciogliere il contenuto.

cera d'api cera d'api

L'acqua è indispensabile per due motivi: innanzitutto non si dovrebbe mai mettere la cera a contatto diretto con il fornello, altrimenti c'è il rischio di rovinarla, e poi avere la base di acqua sul fondo aiuta a togliere la cera solidificata in seguito.


Quando la cera si è sciolta completamente, togliete la pentola dal fuoco e lasciate raffreddare per alcune ore. Questo farà in modo di avere una serie di "strati" che si possono gestire abbastanza facilmente.
Sul fondo ci sarà l'acqua e le parti più pesanti. Sopra il pelo dell'acqua sarà presente uno strato di materiale organico e, ancora più sopra, la cera d'api più o meno pulita.

cera d'api

Nella foto potete notare una crepa, nella parte destra in basso. È stata colpa mia che non avevo atteso a sufficienza e spingendo con un dito per controllare lo stato della cera ho rotto un pezzo. Nulla di grave comunque.

Quando la cera si è completamente solidificata, potete toglierla dalla pentola facendovi sopra un po' di pressione ed eventualmente aiutandovi con un coltello per staccare i bordi.

Questo è il "panetto" di cera con lo strato di organico che vi dicevo prima. Ecco la parte sopra:


E la parte sotto:

cera d'api

E ora il panetto di cera dopo avere grattato via con un coltello la parte che non ci serve:

cera d'api

I due pezzi che si sono staccati facevano parte della crepa di cui vi ho parlato prima...

Purtroppo la cera contiene ancora diverse impurità e quindi è necessario filtrarla per ottenere un buon risultato.

Questa volta faccio sciogliere la cera a bagnomaria, invece di immergerla nell'acqua, quindi mi servono due pentole. Nella più piccola metto la cera fatta a pezzi per velocizzarne lo scioglimento, mentre nella grande, oltre alla pentola più piccola, metterò abbastanza acqua da bagnare buona parte di quella piccola.

cera d'api

Farlo è sicuramente più facile che descriverlo, ma se avete qualche conoscenza di cucina la cosa diventa davvero semplicissima.

Mentre aspettate che la cera si sciolga completamente, procuratevi un colino e una garza.

cera d'api

Se il colino ha le maglie abbastanza fitte, la garza si potrebbe anche evitare, ma il suo utilizzo contribuisce a lasciare meno residui sul colino, quindi vi consiglio di metterla lo stesso.

Appena la cera si è sciolta, possiamo spegnere il fornello e passare alla filtrazione.

cera d'api

Con un mestolo prendiamo un po' di cera e versiamola nel colino con la garza. Sotto al colino ho messo un foglio di carta da forno per raccogliere la cera filtrata.

cera d'api

Facendo raffreddare la cera sul foglio di carta, realizzo una lastra di alcuni millimetri di spessore che è molto facile da spezzare anche a mano. Se invece avessi versato il tutto in un contenitore avrei avuto un pezzo più compatto, ma anche molto più difficile da tagliare in pezzi quando serve.


Con la quantità a mia disposizione sono bastati due fogli:

cera d'api

Una volta solidificata, la cera si stacca molto facilmente dalla carta da forno. Poi l'ho spezzata e messa in un contenitore di plastica. Per evitare che la cera si incolli al contenitore è preferibile conservare il tutto in un ambiente fresco, come una cantina.

cera d'api

La cera così ottenuta può essere usata per realizzare un'ottima finitura per il legno, con l'aggiunta di alcune sostanze, ma anche per realizzare creme, saponi o candele, se lo desiderate.

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